10 ottobre, 2014
E’ in Silicon Valley per lanciare la sua nuova sfida e, a quanto pare, gli investitori della mecca dell’innovazione sono pronti a dargli una mano.

Antonio Leone, fondatore di Cambiomerci.com S.r.l., network di imprese e professionisti che scambiano all’interno del sistema B2B prodotti e servizi, è negli States con l’obiettivo di realizzazione il primo marketplace internazionale B2C, una sorta di replica nel settore del barter (baratto) di Ebay.

Il progetto si basa sulle teorie alternative dell’equilibrio economico secondo le quali il sistema è in equilibrio quando l’offerta trova sul mercato una domanda uguale e corrispondente.

Sulla base di questo semplice enunciato, Goodschange, grazie alla suo marketplace, vuole permettere alle aziende di offrire agli utenti della piattaforma, semplici compiti da svolgere su internet (risposte a questionari, recensioni di prodotti, raccolta di informazioni ecc.) in cambio di prodotti e servizi difficilmente vendibili attraverso i normali canali distributivi.

Per reperire le risorse e le collaborazioni necessarie ad avviare il progetto sul mercato statunitense, Leone ha preso parte parte al progetto “Silicon Valley Gateway”, avviato nel di giugno dalla Camera di Commercio di Milano in collaborazione con Globalstartups, allo scopo di promuovere l’attività delle imprese innovative oltreoceano.

Il confronto con Google e Linkedin – Negli States, l’imprenditore napoletano ha avuto modo non solo di confrontarsi con i responsabili dei colossi americani del web, come Linkedin, Google, Skype ed Apple, ma soprattutto di incontrare gli investitori americani e le istituzioni italiane di riferimento che hanno espresso interesse per il suo progetto e hanno offerto la propria disponibilità per costruire le relazioni utili a fare decollare Goodschange.

“Questa esperienza, frutto del grande impegno del team italiano, formato da Francesca Scarpetta e Giuseppe Gargiulo – dice Antonio Leone – prova che le imprese innovative italiane non sempre riescono a valorizzare i loro prodotti e servizi, in un’ottica competitiva, per le ragioni più varie: mancanza di conoscenza dei mercati esteri, mancanza di fiducia verso i venture capitalist e valutazioni errate rispetto alle potenzialità del proprio progetto, ma con Goodschange noi possiamo e dobbiamo dimostrare il contrario”.